Scegliere il simulatore di rete giusto: oltre la potenza nominale

Quali sono alcune delle domande fondamentali da porsi prima di investire in un simulatore di rete? Rispondiamo con gli esperti di BriPower

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L’architettura del sistema è il fattore più importante

Quando si sceglie un simulatore di rete ad alta potenza per collaudare sistemi di conversione della potenza (PCS), inverter fotovoltaici, sistemi di accumulo energetico (ESS), gruppi di continuità (UPS), trasformatori a stato solido (SST) o caricabatterie per veicoli elettrici di potenza nell’ordine dei megawatt, gli ingegneri si concentrano su tensione, corrente e potenza nominali.

Tuttavia, l’architettura del sistema è spesso il fattore più importante: può determinare se il sistema di prova sia effettivamente in grado di soddisfare i requisiti degli attuali codici di rete.

Ecco alcune domande fondamentali da porsi prima di investire in un simulatore di rete:

Grid Simulator modulare 30 kVA a oltre 4 MVA, con possibilità di funzionamento rigenerativo (opzione -R) per restituire al 100% l’energia in rete.

Può generare sia componenti AC sia componenti DC transitorie?

I moderni codici di rete richiedono sempre più spesso l’iniezione di un offset in corrente continua. Un simulatore di rete con trasformatore di uscita non può riprodurre accuratamente queste componenti, perché i trasformatori bloccano per loro natura la componente continua.

Grid simulator Rigenerativi 15-1080kVA 0-5KHz, AC, DC e AC+DC, 0-5 kHz

Offre un margine di tensione sufficiente per le prove HVRT?

Non dimensionare il simulatore basandoti esclusivamente sulla tensione nominale. Ad esempio, un convertitore da 690 V tra le fasi (L-L) può richiedere circa 900 V L-L, equivalenti a 520 V fase-neutro (L-N), per eseguire prove di tenuta alle sovratensioni, o High Voltage Ride Through (HVRT). Prevedere un margine di tensione di almeno il 30% aiuta a soddisfare anche i futuri requisiti di prova.

Può eseguire prove LVRT/HVRT consecutive?

Le normative moderne richiedono più eventi di tenuta ai buchi di tensione e alle sovratensioni nell’arco di pochi secondi. Nei simulatori di rete con trasformatore di uscita, eventi di guasto ripetuti possono provocare saturazione magnetica, rendendo difficoltosa l’esecuzione continua delle prove. Un’architettura con uscita ad accoppiamento diretto evita questa limitazione e consente di eseguire prove di ride-through senza interruzioni.

Può eseguire vere prove di cortocircuito fase-terra (L-PE)?

Le prove con guasti fisici tra fase e conduttore di protezione sono essenziali per verificare le funzioni di protezione e il monitoraggio dell’isolamento. Per eseguirle è necessario un simulatore di rete elettricamente isolato. I sistemi non isolati non possono riprodurre in sicurezza veri guasti L-PE, perché rimangono riferiti alla rete elettrica dell’impianto.

Prima di scegliere il tuo prossimo simulatore di rete, chiediti:

✔ Può generare forme d’onda AC con componenti DC transitorie?
✔ La tensione massima di uscita è sufficiente per le prove HVRT?
✔ Può eseguire eventi LVRT/HVRT consecutivi senza interruzioni?
✔ Supporta vere prove di guasto L-PE?
✔ Può simulare diversi sistemi di messa a terra: TN, TT e IT?
✔ Mantiene un’elevata accuratezza nella riproduzione delle armoniche per il collaudo avanzato dei convertitori di potenza?

Con la crescita della potenza e della complessità dei sistemi per le energie rinnovabili, scegliere il simulatore di rete giusto non significa più valutare soltanto la potenza disponibile. Significa assicurarsi che la sua architettura possa supportare le prove di conformità richieste oggi e in futuro.

L’architettura giusta, scelta oggi, può tradursi in un risparmio significativo di tempo e costi e in minori limitazioni di prova durante l’intera vita operativa del laboratorio.

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